top of page

Richard Wagner a Parigi: una serie di fallimenti


Il caso di Richard Wagner in Francia non è facile. Adorato da alcuni, aborrito da altri, è indiscutibile che il compositore tedesco eserciti una profonda influenza sulla capitale francese, che a sua volta influenza la sua ambiziosa opera lirica.




"Tentai la fortuna nella città che odiavo: Parigi. Era la seconda volta che ci andavo. Questa città, era, almeno per me, simbolo di un’arte viziata e corrotta, ma pur sempre indispensabile per aggiudicarmi la vittoria sul mondo. Un giorno, presso la sede storica dell’Opéra nazionale di Parigi, il Palais Garnier, portai il Tannhäuser, modificato con innovazioni stilistiche post-tristaniane. Di tutti i miei drammi, quest’ultimo mi sembrò il più appropriato a sostenere quell’atto di prostituzione che identificava il successo artistico con quello finanziario. [...]
Urla, fischi e risate condannarono l’esecuzione di quel capolavoro costato la bellezza d'una infinità di prove... Solo il caro Baudelaire manifestò tutta la sua ammirazione verso di me, mentre la critica giornalistica non parlava d’altro."

Nonostante l'accoglienza mista ricevuta durante la sua prima visita in Francia, Wagner rimase convinto che "avere un effetto decisivo sui francesi significa avere un effetto sull'intera Europa".




Di Carla, autrice del tour "Richard Wagner. Ride the Storm".

4 visualizzazioni0 commenti
bottom of page