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Goffredo di Buglione. Nessuna ricompensa

Se vi parlassi di Crociate, a che cosa pensereste? A migliaia di cavalieri, in una terra straniera, a combattere un nemico che loro non avevano scelto, ma che forse sentivano così lontano e diverso.


Lasciate che vi racconti di uno di questi cavalieri, nato nell'anno 1060 ad Anversa, in Belgio. In una residenza nobile, il conte di Boulogne Eustachio II e Ida, la figlia del duca della Bassa Lorena, stanno aspettando l'arrivo del loro secondogenito.





É il secondo, cosa volete che importasse all'epoca? Sarebbe diventato un cavaliere semplice, al servizio di qualche nobile. Ma, qualcosa nella sua vita cambiò, grazie allo zio materno. Intorno si stava finalmente ricamando un futuro radioso, protetto dalle preghiere della devota madre.

Un bambino rassegnato che si trasforma in un uomo dalle mille possibilità, con un occhio sempre rivolto alla madre, esempio di cristianità e devozione. Le due convinzioni che lo portarono avanti per tutta la vita, e che lo fecero diventare il cavaliere più valoroso.

Ma lascio che sia lui a raccontarvi le sue eroiche gesta, e il vostro viaggio comincia proprio lì, in una Anversa ignara di aver appena dato alla luce un eroe.


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